"Dottoressa, mio figlio ha quattordici anni. Ha fatto logopedia e porta l'apparecchio con costanza… eppure appena lo togliamo la situazione si ripresenta identica, come se non avessimo mai fatto nulla. Possibile che nessuno sia mai riuscito a capire qual’è il problema?”
Questa frase me l’ha detta una mamma nel mio studio pochi mesi fa. E la risposta, purtroppo, è sì: è possibile. Perché il frenulo linguale corto è una delle condizioni più sottovalutate dell’odontoiatria. Si guarda la bocca, si guardano i denti, ma quasi mai si chiede al paziente di fare la cosa più semplice del mondo: alzare la lingua verso il palato.
L’anchiloglossia — questo è il nome tecnico del frenulo corto — interessa secondo le stime tra il 3% e il 10% dei neonati, con una netta prevalenza nel sesso maschile (circa 3 casi su 4). Ma i dati sono molto variabili proprio perché la diagnosi dipende da chi guarda e da come guarda. E moltissimi casi non vengono mai riconosciuti.
In questo articolo voglio accompagnarti attraverso tutto il percorso: cos’è il frenulo corto, come si manifesta nel neonato, nel bambino, nell’adolescente e nell’adulto, quali conseguenze può lasciare se non viene intercettato e come lo trattiamo oggi nel nostro studio a Genzano di Roma con il laser a diodi.

Cos'è il Frenulo Corto (e Perché la Lingua Conta più di Quanto Pensi)
Il frenulo linguale, che può essere anche labiale, è quella sottile piega di mucosa che collega la parte inferiore della lingua al pavimento della bocca. Puoi vederlo tu stesso: solleva la punta della lingua verso il palato davanti a uno specchio. Quel “filo” che si tende è il frenulo.
In condizioni normali permette alla lingua di muoversi liberamente in tutte le direzioni. Quando invece è troppo corto, troppo spesso o inserito troppo avanti, la lingua resta parzialmente ancorata al pavimento orale. Non riesce a sollevarsi, a protrudersi, a lateralizzarsi come dovrebbe.
E qui sta il punto che sfugge più spesso: la lingua non serve solo a parlare e a mangiare. La sua postura a riposo — cioè dove sta appoggiata quando non stiamo facendo nulla — è uno dei principali stimoli che guidano la crescita del palato e delle arcate dentarie durante l’infanzia. Una lingua che sta correttamente appoggiata al palato lo modella e lo allarga. Una lingua bloccata in basso, no.
È per questo che un frenulo corto non trattato può presentarsi anni dopo sotto forme apparentemente scollegate: palato stretto, denti affollati, respirazione con la bocca aperta, russamento, tensioni cervicali.
Come si Classifica
In letteratura esistono diverse classificazioni che valutano l’inserzione del frenulo e la distanza dalla punta della lingua. Nessuna è universalmente accettata, ed è proprio questo il motivo per cui i dati di prevalenza variano tanto.
Nella pratica quotidiana, però, il principio che seguo è uno solo: la valutazione deve essere funzionale, non solo visiva. Non conta quanto “sembra” corto il frenulo. Conta quanto la lingua riesce effettivamente a sollevarsi, a estendersi e a lavorare. Esistono frenuli visivamente poco appariscenti — i cosiddetti frenuli sottomucosi — che limitano moltissimo la funzione. E frenuli che sembrano brevi ma che non creano alcun problema.
Frenulo Corto nel Neonato: Quando l'Allattamento Diventa una Battaglia
Il primo momento in cui il frenulo corto può manifestarsi è la poppata. Per allattare efficacemente al seno, il neonato deve sollevare la lingua, avvolgere il capezzolo e creare il vuoto necessario alla suzione. Se la lingua non si solleva, il meccanismo si inceppa.
I segnali che raccontano le mamme sono quasi sempre gli stessi:
• Poppate lunghissime, il bambino si stacca e riattacca di continuo
• Rumore di “schiocco” durante la suzione, perdita di latte dagli angoli della bocca
• Ragadi, dolore ai capezzoli, in alcuni casi mastite ricorrente
• Scarso aumento di peso nonostante poppate frequenti
• Lingua che assume una forma a cuore quando il bambino piange
• Difficoltà a mantenere il ciuccio in bocca
Un dettaglio importante che spiego sempre ai genitori: con il biberon il problema può non emergere affatto. La tettarella spinge la lingua verso il basso e il latte scende comunque. Ecco perché molte diagnosi “saltano”: il bambino cresce regolarmente, nessuno sospetta nulla, e il frenulo resta lì.
Non Tutti i Frenuli Vanno Tagliati
Su questo voglio essere onesta, perché sul tema circola molta confusione. La Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Neonatologia raccomandano una valutazione multidisciplinare centrata sulla funzione, non un intervento automatico. Le difficoltà di allattamento hanno spesso cause diverse — attacco scorretto, posizione, altri fattori materni — che vanno escluse prima.
Negli ultimi anni le diagnosi di anchiloglossia sono aumentate enormemente a livello internazionale, e parte della comunità scientifica si interroga apertamente sul rischio di sovradiagnosi. Il mio approccio è questo: prima si valuta la poppata insieme a un’ostetrica o a una consulente in allattamento, poi si decide. L’intervento è la risposta quando la funzione è realmente comp
Frenulo Corto nel Bambino: i Segnali che i Genitori Notano Senza Collegarli
Superata la fase dell’allattamento, il frenulo corto smette di far rumore. Il bambino mangia, cresce, sta bene. E proprio per questo la condizione entra in una zona d’ombra che può durare anni.
I segnali ci sono, ma sono sparsi e sembrano appartenere a mondi diversi:
Sul linguaggio
La difficoltà riguarda i suoni che richiedono il sollevamento della punta della lingua: R, L, S, T, D, N, Z. Sono esattamente le lettere su cui i bambini con frenulo corto lavorano per anni in logopedia. E qui sta un punto cruciale: se il vincolo è anatomico, la logopedia da sola può migliorare il compenso, ma difficilmente risolve la causa.
Sull’alimentazione
Difficoltà a gestire i cibi solidi durante lo svezzamento, tendenza a ingoiare bocconi poco masticati, lentezza a tavola, difficoltà a pulire i residui di cibo dalle guance con la lingua. Molti genitori li interpretano come “è schizzinoso” o “mangia lentamente”.
Sulla crescita di palato e denti
Una lingua che non raggiunge il palato non lo stimola. Il risultato tipico è il palato stretto e profondo (ogivale), con conseguente affollamento dentale, morso aperto o morso crociato. Sono i casi che poi arrivano dall’ortodontista, spesso senza che nessuno indaghi il perché.
Sulla respirazione e sul sonno
Palato stretto significa spesso cavità nasali ridotte, quindi respirazione orale, bocca aperta durante il giorno e la notte, russamento, sonno frammentato. Un bambino che dorme male è un bambino che di giorno fa fatica a concentrarsi.
Sulle gengive
Quando il frenulo si inserisce molto in basso, la trazione cronica può provocare recessioni gengivali sul versante interno degli incisivi inferiori. È un segno che noto spesso durante le sedute di igiene e che merita sempre un approfondimento.
Il test che consiglio a ogni genitore, e che si fa in dieci secondi a casa: chiedi a tuo figlio di aprire bene la bocca e toccare il palato con la punta della lingua, senza chiudere i denti. Se non ci arriva, se la lingua si deforma a cuore o se deve chiudere la mascella per riuscirci, vale la pena parlarne al prossimo controllo.
Il Caso di Matteo, 14 Anni: Quattordici Anni di Sintomi, Nessuna Diagnosi
Matteo è arrivato nel mio studio per un motivo che con il frenulo sembrava non avere nulla a che fare: un controllo ortodontico di routine. Portava l’apparecchio da due anni e i risultati non erano quelli attesi.
Mentre raccoglievo l’anamnesi con la mamma, è emerso il quadro completo, pezzo per pezzo:
• Logopedia dai 5 ai 9 anni per la pronuncia della R, con miglioramenti parziali mai consolidati
• Russamento notturno segnalato dai genitori “da sempre”, con sonno agitato
• Respirazione prevalentemente orale, bocca socchiusa a riposo
• Palato stretto e affollamento dentale in trattamento ortodontico
• Mal di testa ricorrenti e tensione al collo, attribuiti allo studio e allo smartphone
• Difficoltà a leccare un gelato dal cono senza usare le mani
Nessuno di questi elementi, preso da solo, punta al frenulo. Presi insieme, raccontano una storia precisa. Ho chiesto a Matteo di sollevare la lingua verso il palato: non ci arrivava neanche a metà strada. Quando ha provato a tirare fuori la lingua, la punta si è deformata nella classica forma a cuore.
Diagnosi: anchiloglossia mai riconosciuta in quattordici anni di visite pediatriche, ortodontiche e logopediche. Non per negligenza di nessuno, ma perché quel gesto — chiedere di alzare la lingua — non fa parte della routine di controllo.
Cosa Abbiamo Fatto
Il percorso è stato costruito in tre fasi, in collaborazione con la logopedista che seguiva il ragazzo:
1. Valutazione funzionale pre-operatoria — misurazione dell’apertura con lingua sollevata, valutazione della deglutizione e della postura linguale a riposo, scansione digitale delle arcate per documentare il punto di partenza.
2. Frenulectomia con laser a diodi — intervento ambulatoriale in anestesia locale, durata di pochi minuti, senza suture e con sanguinamento minimo. Matteo è tornato a scuola il giorno dopo.
3. Riabilitazione miofunzionale — la parte che fa davvero la differenza. Esercizi di mobilizzazione della lingua iniziati subito dopo l’intervento per prevenire le recidive cicatriziali, seguiti da un percorso di rieducazione della postura linguale e della deglutizione.
I Risultati
A tre mesi dall’intervento: mobilità linguale sostanzialmente normalizzata, pronuncia della R stabilizzata dopo poche sedute di logopedia mirata (dopo anni di lavoro senza consolidamento), riduzione del russamento riferita dai genitori e ripresa dei movimenti ortodontici che si erano bloccati.
La frase che mi ha detto Matteo dopo un mese è quella che porto con me: “Non sapevo che la lingua potesse arrivare lì.” Non aveva un termine di paragone. Per quattordici anni aveva pensato che fosse normale così.
Questo è il motivo per cui ho voluto scrivere questo articolo. Non per allarmare, ma perché una condizione che si diagnostica in dieci secondi non dovrebbe restare invisibile per quattordici anni.
E negli Adulti? Si Può Ancora Intervenire
Sì, e i casi non sono affatto rari. Molti adulti convivono con un frenulo corto mai diagnosticato e arrivano alla diagnosi per vie laterali.
Un capitolo a parte riguarda i portatori di protesi mobile: un frenulo corto o inserito troppo in alto può rendere la protesi instabile e dolorosa, con un disagio quotidiano che spesso viene attribuito alla protesi stessa.
Nell’adulto l’intervento è tecnicamente semplice, ma va detto con chiarezza: non basta tagliare. Dopo decenni di compensi, i muscoli hanno imparato a lavorare in un certo modo. Senza un percorso di rieducazione miofunzionale, la lingua liberata continua a muoversi come prima. La chirurgia apre la porta; la riabilitazione la attraversa.
La Frenulectomia con Laser a Diodi: Come la Eseguiamo
Nel nostro studio la frenulectomia viene eseguita con il laser a diodi, una tecnologia che ha cambiato radicalmente questo tipo di intervento rispetto alla tecnica tradizionale con il bisturi.
I vantaggi documentati in letteratura e che osserviamo quotidianamente:
• Sanguinamento minimo, grazie alla coagulazione simultanea dei piccoli vasi
• Nessuna necessità di suture — passaggio particolarmente critico nei bambini
• Campo operatorio pulito, quindi maggiore precisione nel taglio
• Ridotto rischio di infezione post-operatoria
• Dolore e gonfiore post-operatori significativamente inferiori
• Guarigione più rapida, con ritorno alle normali attività quasi immediato
Il Percorso, Passo per Passo
1. Valutazione funzionale — non guardo solo il frenulo, valuto cosa la lingua riesce e non riesce a fare. Quando serve, coinvolgo logopedista, ortodontista o consulente in allattamento.
2. Consenso e preparazione — spiego l’intervento al paziente e ai genitori con parole semplici. Per i bambini più ansiosi, l’intervento può essere eseguito in sedazione cosciente.
3. Anestesia locale — nei neonati la procedura può essere eseguita in tempi brevissimi con protocolli dedicati; nei bambini più grandi e negli adulti si utilizza l’anestesia locale.
4. Intervento — pochi minuti. Il laser rilascia il frenulo con precisione millimetrica.
5. Esercizi post-operatori — la fase più importante e più spesso trascurata. Gli esercizi di stretching e mobilizzazione, da iniziare subito e proseguire per almeno una settimana, servono a prevenire la ricicatrizzazione. La letteratura è concorde: gran parte delle recidive dipende da interventi incompleti o dalla mancata riabilitazione post-operatoria.
Frenulo Corto e Sonno: Cosa Dice la Ricerca
Uno studio del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo-Facciali dell’Università Sapienza di Roma, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, ha valutato l’effetto della frenulectomia laser sulla severità delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) in età pediatrica, rilevando un miglioramento nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo.
Si tratta di uno studio su numeri contenuti e gli stessi autori indicano la necessità di ulteriori ricerche: non è una promessa terapeutica. Ma è un indizio importante in una direzione che in clinica osserviamo spesso, e un motivo in più per valutare la lingua nei bambini che russano.
Le Domande che Mi Fanno più Spesso
“Come faccio a capire se mio figlio ha il frenulo corto?”
Il test più semplice: chiedigli di aprire bene la bocca e toccare il palato con la punta della lingua senza chiudere i denti. Se non ci arriva, se la lingua si deforma a cuore o se deve chiudere la mascella, parlane al prossimo controllo. Attenzione però: l’assenza di questo segno non esclude il problema, perché esistono frenuli sottomucosi poco visibili. La valutazione clinica resta necessaria.
“L’intervento fa male?”
Con il laser a diodi e l’anestesia locale, l’intervento è ben tollerato. Il post-operatorio comporta un fastidio lieve, generalmente gestibile con un comune antidolorifico per uno o due giorni. Nei pazienti particolarmente ansiosi possiamo associare la sedazione cosciente.
“Qual è l’età giusta per intervenire?”
Dipende dalla funzione compromessa. Nel neonato si interviene quando l’allattamento è realmente ostacolato e le altre cause sono state escluse. Nei bambini, la finestra tipicamente indicata in letteratura per le anomalie dento-alveolari è tra gli 8 e i 10 anni, perché prima dei 6 anni una quota di casi può migliorare spontaneamente. Ma quando ci sono difficoltà evidenti su parola, deglutizione o respirazione, si valuta caso per caso senza aspettare una data sul calendario.
“Non è troppo tardi a 14 anni? E a 40?”
No. Prima si interviene, più facile è la riabilitazione, perché i compensi motori sono meno radicati. Ma la lingua è un muscolo e i muscoli si rieducano a qualsiasi età. Il caso di Matteo lo dimostra: la differenza non la fa l’età, la fa il percorso riabilitativo che segue l’intervento.
“Basta tagliare il frenulo per risolvere i problemi di pronuncia?”
No, e voglio essere chiara su questo. L’intervento rimuove il vincolo anatomico, ma la lingua deve poi imparare a usare la libertà che ha acquisito. La logopedia e la terapia miofunzionale dopo l’intervento non sono un optional: sono la parte che determina il risultato.
“Il frenulo può ricrescere?”
Il frenulo non ricresce, ma può formarsi tessuto cicatriziale che riduce il guadagno ottenuto. È esattamente il motivo per cui insisto tanto sugli esercizi post-operatori nei giorni immediatamente successivi all’intervento.
“Esiste anche il frenulo labiale corto?”
Sì. Il frenulo labiale superiore, quando è ipertrofico o inserito troppo in basso, può essere associato alla persistenza del diastema (lo spazio tra gli incisivi centrali) e a trazione con recessione gengivale. Anche in questo caso il laser permette un intervento rapido e poco invasivo, spesso coordinato con il trattamento ortodontico.
Guardare Dove Nessuno Guarda
Il frenulo corto non è una malattia grave. È una condizione anatomica banale da diagnosticare e semplice da trattare. Il problema non è la sua complessità: è la sua invisibilità.
Un bambino con frenulo corto non si lamenta, perché non ha idea che si possa stare diversamente. I sintomi si sparpagliano tra logopedista, ortodontista, pediatra, otorino — e ognuno vede legittimamente la propria parte. Serve qualcuno che colleghi i punti.
Se in questo articolo hai riconosciuto tuo figlio, o te stesso, non serve allarmarsi: serve semplicemente chiedere che qualcuno guardi.
Vuoi una valutazione del frenulo per te o per tuo figlio?
Nel nostro Studio a Genzano di Roma eseguiamo una valutazione funzionale completa della lingua, coordinandoci quando serve con logopedista, ortodontista e consulente in allattamento. Se l’intervento è indicato, lo eseguiamo con laser a diodi.
📞 Chiamaci: 06.89236757 | 340.713 5634
📍 Via Dottore Francavilla, 10A — Genzano di Roma
Informazioni Autore
Autore: Dott.ssa Rudina Rustemaj
Qualifica: Medico Odontoiatra
Studio: Studio Dentistico Dott.ssa Rudina Rustemaj, Genzano di Roma
Contatti: info@dentistagenzano.it | 06.89236757
Comunicazione sanitaria informativa ai sensi del D.L. 223/2006 conv. in L. 248/2006 e L. 145/2018 art. 1 c. 525 (mod. L. 103/2023). Direttrice Sanitaria: Odontoiatra Dott.ssa Rudina Rustemaj – Albo degli Odontoiatri di Roma n.05468




